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L'Ispettorato Generale dei Cappellani delle Carceri italiano fa parte, fin quasi dagli inizi della sua struttura, di una più vasta organizzazione di pastorale carceraria, sorta con nome di Commissione Internazionale dei Cappellani delle Carceri.

I membri di queste assise pastorali, che hanno diritto di voto elettivo e orientativo, sono i Cappellani Generali delle Carceri degli Stati iscritti alla Commissione, che nel Congresso di Dublino del settembre 2003 giungevano al numero di 54. La prima denominazione della Commissione Internazionale si riferiva appunto esclusivamente a tali persone col titolo di "Commissione Internazionale dei Cappellani Generali delle Carceri"; una seconda denominazione, dopo il 1993, privilegiò anziché le persone, le Cappellanie, per cui si addivenne alla definizione di "Commissione Internazionale delle Cappellanie Cattoliche delle Carceri"; ora, sia per assegnare alla Commissione un riferimento più programmatico che personale, sia per ovviare all'introduzione nella pastorale di personale direttivo laico (che per ora assomma a poche unità) - e dal quale non è escluso il sesso femminile - la nuova denominazione è: "Commissione Internazionale della Pastorale Cattolica delle Carceri" (ICCPPC: International Commission for Catholic Prison Pastoral Care).

Le lingue ufficiali della Commissione, che prima si riducevano al francese, ora, per rappresentare la partecipazione sempre più pentecostale, sono quattro: inglese, francese, tedesco e spagnolo.

 

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