Scopi
Gli scopi, generalmente parlando, possono dedursi dal motto stesso e dall'emblema della Commissione. L'uno, con la dizione "Vinculum unitatis", riassume la solidarietà dei cappellani cattolici – una solidarietà di affetti e di orientamenti – che li deve caratterizzare fra loro e li unisce alla Santa Sede, con la quale – in particolare con il Consiglio per la Giustizia e la Pace – gli Statuti prescrivono "strette relazioni". L'altro, l'emblema, rappresentando due mani, una delle quali dietro sbarre carcerarie, che si tendono l'una verso l'altra, esprime fra cappellani e detenuti una solidarietà che vince ogni ostacolo e abbraccia ogni tipo di assistenza, spirituale e materiale. Gli scopi giuridicamente dichiarati dagli Statuti (2003) sono inoltre di "risvegliare e fomentare una maggiore sensibilità e preoccupazione in tutta la Chiesa per l'azione pastorale e apostolica nelle carceri" e di "animare le Conferenze Episcopali a stabilire e promuovere la Pastorale Penitenziaria, che è missione della Chiesa, offrendo tutto il sostegno". Altro scopo dichiarato è di "promuovere l'umanizzazione, la revisione e la riforma dei sistemi penitenziari in tutto il mondo" (art.4). Quest'ultimo intento ha già dato occasione d'impegno da parte della Commissione, nel campo dei diritti dell'uomo, mediante servizi inseriti nel Bollettino "Newsletter", proposte e, recentemente, concrete iniziative per il proprio riconoscimento in seno all'ONU come Organizzazione ufficiale Non Governativa, ormai realizzato con la specificazione di "posizione consultiva speciale". Tale riconoscimento dovrebbe dare negli auspici alla Commissione maggior rilievo e forza contrattuale nei suoi sforzi per il progresso dei diritti umani in campo penale.
Particolare impegno che la Commissione si attribuisce è anche quello di lottare contro la pena di morte, sia perché di fatto non venga applicata, sia perché ne sia attuata una piena e universale abolizione.